SISMA 2016 - FAGLIAZIONE SUPERFICIALE

LA SEQUENZA SISMICA DEL 2016

A partire dal 24 agosto del 2016, un ampio settore dell’Italia centrale, compreso tra le province di Ascoli Piceno, L’Aquila, Perugia e Rieti, fu colpito da una successione di terremoti iniziata con un evento di magnitudo (Mw) 6,0, con epicentro ad Accumoli, culminata il 30 ottobre con un evento di magnitudo 6,5 con epicentro a Norcia e caratterizzata da molti altri eventi rilevanti, di magnitudo superiore a 5,0 fino a gennaio 2017.

Il terremoto del 24 Agosto ha avuto le conseguenze più tragiche: molte persone hanno perso la vita soprattutto nei comuni di Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli. Inoltre interi paesi sono stati distrutti sconvolgendo in pochi secondi la vita e gli affetti di migliaia di persone.

Due potenti repliche avvennero il 26 ottobre 2016 con epicentri al confine umbro-marchigiano, tra i comuni della provincia di Macerata: Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, provocando numerosi crolli e diversi feriti lievi.

La scossa del 30 ottobre, pur essendo la più forte, non provocò ulteriori vittime perché le abitazioni erano state abbandonate a seguito dei sismi precedenti. Rase però al suolo i paesi già duramente colpiti dalle scosse precedenti e produsse danni in un’area molto più estesa di quella colpita in precedenza, comprendente molti paesi delle Marche centro meridionali e dell'Umbria.

LA FAGLIAZIONE SUPERFICIALE LUNGO LA FAGLIA MONTE VETTORE – MONTE BOVE

In occasione di un forte terremoto, l’insieme delle rotture prodotte in superficie dalla riattivazione della faglia che ha generato il sisma è chiamato fagliazione superficiale.

Nel 2016 il sistema di faglie Monte Vettore – Monte Bove ha prodotto numerose rotture in superficie lungo il versante occidentale dei Monti Sibillini, distribuite all’interno di una fascia di territorio lunga quasi 30 km, tra i comuni di Arquata del Tronto a Sud e Ussita a Nord.

In particolare, durante la scossa del 24 Agosto il sistema si è riattivato fino in superficie per una lunghezza complessiva pari a 4 km in corrispondenza della faglia di Monte Vettoretto e lungo la scarpata di faglia del Cordone del Vettore, e dislocazioni osservate fino a venti centimetri.

A seguito della scossa del 30 ottobre si è riattivato fino in superficie l’intero sistema di faglie Monte Vettore-Monte Bove per una lunghezza complessiva pari a quasi 30 km, e dislocazioni continue superiori a 50 centimetri, localmente fino a due metri in corrispondenza dello Scoglio dell’Aquila.

Si tratta dell’evento di fagliazione superficiale più esteso e meglio documentato in Italia. La sua importanza scientifica è tale da aver sollecitato la realizzazione di un intervento di valorizzazione e protezione.

Con l’obiettivo di documentare e mostrare le tracce della fagliazione superficiale del 2016, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e ISPRA hanno individuato e allestito dieci punti di osservazione della fagliazione superficiale del 2016 e due punti di inizio percorso. Alcuni siti sono in prossimità della sede stradale mentre altri sono raggiungibili con brevi passeggiate nel territorio del Parco.

Con questa iniziativa si intende preservare la memoria dell’evento e allo stesso tempo aumentare la consapevolezza dei rischi naturali cui è esposto il territorio del Parco.

 

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